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1.3.09

Il curioso caso di Benjamin Button

Registicamente e tecnicamente un capolavoro. L'italiano direttore della fotografia ha dato una mano come ai vecchi anni d'oro italiani, quando gli italiani rendevano grandi i film americani.
Brad Pitt ha sempre quella cazzo di recitazione che odio a fondo e che non vincerà mai l'oscar.
Sceneggiatura buona, a volte un po' forzata, ma nel complesso ben scritta.
Film di durata vicina alle 3 ore, avessero tagliato qualcosa sarebbe stato meglio.
Bello, fatto bene, ma non lo rivedrò se non tra 3 anni minimo.

Voto: 8

27.12.08

The Spirit

Eresia: non ho mai letto nulla di Eisner e quindi sono andato a vedere "The Spirit" senza aver presente il fumetto originale. In questa recensione non ci saranno riferimenti o paragoni con il fumetto e nemmeno volevo ce ne fossero.
Detto questo che dire?
Quelli che dicono che questo film è la brutta copia di "Sin City" probabilmente hanno visto un film diverso, perchè, apparte qualche gioco di luci e qualche auto-citazione di Miller, The Spirit non è Sin City. E Miller l'ha dimostrato.
La trama è quella che è: non ha una vera e propria storia, si ha un obiettivo dove arrivare e alla fine si arriva dove si voleva.
Miller come regista fa cagare? Non proprio: ogni tanto ricicla cose già viste in Sin City o 300, fa grande uso dei filtri, dei giochi di luce e ombra (e qui si sa che è la caratteristica di Miller) e ogni tanto, tenendo presente che è la sua prima prova da regista in solitaria, dona momenti da vero Miller epico (quello della Morte di Elektra per esempio, e non il Miller della furia di Marv). Non mi è dispiaciuto e alcune scelte si son dimostrate azzeccate.
Gli attori un po' anonimi, ma immersi nella parte: Samuel L. Jackson fa un Octopus davvero divertente e per me Miller l'ha reso proprio fumetto nel cinema.
E' un film divertente, a tratti fracassone al punto giusto, è fumetto in movimento.
Non è The Spirit di Will Eisner (come fu Sin City di Frank Miller) e non è nemmeno The Spirit di Frank Miller. E' The Spirit al cinema, e per me è più che buono.

Voto: 8

9.11.08

Wall-E

Oltre che ad essere il miglior film d'animazione mai fatto in assoluto, a mio parere, "Wall-E" è il miglior film del 2008.
Non tanto per l'animazione che ha fatto passi da gigante e che ogni volta che vedo un film Pixar mi colpisce (in questo film particolarmente), ma più che altro per la storia, per l'atmosfera e per le emozioni.
La Pixar riduce il film d'intrattenimento e di risata per essere un po' più seria e narrare toccando la sensibilità umana. Grazie a dei robot.
Ecco allora 40 minuti da cinema muto, scene romantiche più spettacolari rispetto ai canoni Disney (il balletto nello spazio tra i due robot in mezzo alle stelle e alle luci è forse l'apice mai raggiunto finora), un messaggio ambientalista e critico verso l'uomo, una strizzatina d'occhio a Kubrick e al suo HAL, una Terra da "Pianeta delle scimmie". E' tutto perfetto: il ritmo, la metafora, le inquadrature.
Speriamo che i seguenti film in computer grafica non cerchino di emulare questo capolavoro cinematografico ma che rimangano sempre ad ottimi livelli senza rovinarlo.
Qui, gente, il voto arriva al massimo. Avevo perso fiducia nella Pixar dopo Cars e Nemo. Adesso è giunto il momento di premiarla.

Voto: 10

P.S: A quelli che pensano che nulla di animato può superare le stronzate (perchè di stronzate si trattano) di Miyazaki, lui uomo giallo intellettuale di sinistra fallito, lui e i suoi esserini di merda con gli occhioni, va il mio "Fanculizzatevi!".

Avevo messo questa canzone prima di scrivere questo post, ma dopo aver visto il film, Steve Vai si adatta benissimo.

8.8.08

Weeds (Stagioni 1 e 2)


Ero scettico su questa serie, il Moranda mi passò l'intera prima stagione. Dopo 5 mesi la guardo. Da morire dal ridere. Finita la prima stagione (10 episodi) mi scarico in una giornata a download selvaggio la seconda (12 episodi in inglese sub ita).
E' una delle serie più divertenti dell'ultimo periodo, politicamente scorretta e originale.
Personaggi davvero ben caratterizzati e soprattutto tante sottotrame.
Il cliffhanger della seconda stagione è terribile: MORANDA!! DOBBIAMO TROVARE LA TERZA SERIE!!!
Voto: 8.5

3.8.08

Sono indignato. Ieri notte (NOTTE!!) alle 2:45 davano Fahrenheit 251 e alle 3:40 Tenebre. Ho scelto Tenebre. Sveglia alle 3:35 per vedere che il film era già iniziato. Ma vaffan....
L'ho visto comunque e mi è piaciuto. Dario era ancora grande. 12 vittime (un record) di cui una particolarmente bella. Scenografia, fotografia, stile, recitazione... tutto perfetto. Forse un minimo di confusione sulla trama e sull'assassino, ma forse è perchè ho perso l'inizio...
Gli diamo un 9. Un film sensazionale!
Dimenticavo: nota di merito ai Goblin che come sempre fanno di quelle musiche eccezionali.

Vi lascio ai titoli di testa del film

1.8.08

La maschera di cera

Su Italia1 in seconda (o terza) serata, fanno sempre il peggio degli horror mai creati e concepiti. Ieri sera non avevo sonno, non mi passava un cazzo e ho deciso di vedermi questo horror che addirittura, quando uscì avevo intenzione di andarlo a vedere al cinema. E vi dirò: meno male che non l'ho fatto!!!
La trama è quanto di più scontato possa esserci.
Sei amici partono per andare a vedere una partita di football. Fatalità vuole che ci sia una scorciatoia in mezzo ai boschi dimenticati da Dio. Fatalità vuole che, dopo aver passato la notte a bere, un'auto non parta. Fatalità trovano un becchino che getta cadaveri con un furgoncino e -cosa farai mai con un becchino col viso da maniaco?- chiedono un passaggio. Da questo momento in poi (e qui, lo riconosco, l'idea mi è piaciuta) il gruppo si divide: due seguono il becchino, quattro proseguono per la partita. Col becchino arrivano in una città deserta (ma dai!) dove c'è un museo delle cere. Ecco velocemente cosa succede. Lì vengono catturati da una coppia di gemelli assassini i quali trasformano i passanti in statue di cera. L'intera popolazione del paese, spopolato da anni, è una loro creazione: tutti ignari passanti trasformati in statue di cera. Il ragazzo muore, la ragazza no. La cosa bella è che dopo 40 minuti di film, la ragazza non sa ancora che fine abbia fatto il suo ragazzo (morto nella casa di uno degli assassini mentre andava in bagno).
Dal canto loro i quattro tornano indietro, periranno uno ad uno finchè la ragazza e suo fratello si salvano.
Questo film è peggio del "Bosco 1". Non un minimo di tensione, scene telefonate e prevedibili, tanto sangue quanto in una commedia sentimentale, attori presi dal buco del culo di Hollywood (tra il fenomenale cast figura Paris Hilton) e poi il punto forte: i killer.
Dalla prima volta che vedi una persona capisci subito sia che il killer è lui, sia la storia che c'è dietro e perchè uccide. Prevedibilissimo e scontato.
Allora via coi voti:
Trama: scontata -1
Attori: tralasciando la Cuthbert è meglio che gli altri si diano all'ippica -1
Tensione e paura: è più paurosa la suora nei "Blues Brothers" -2
Sangue: poco, pochissimo anche se una scena splatter c'era (quando muore Paris Hilton) +1
Finale: il solito finale aperto che ci si aspetta da metà film -1
Sarebbe un -8, ma siccome la scala va da 1 a 10...

Voto finale: 3
Evitatelo.

La morte di Superman

La Planeta DeAgostini ci ha abituati a volumoni enormi a prezzi bassi, come le 500 pagine di Watchmen a 35€, un'edizione Absolute di "V for Vendetta" a 15€ per 300 pagine e questo volumone enorme di 800 pagine a 40€ che narra morte e ritorno di Superman.
Fermo restando che è un pezzo miliare della storia del fumetto, questo volume ha una marcia in più rispetto a tutte le mosse pubblicitarie e di vendita come la recente morte di Capitan America per mano della Marvel.
Al contrario, la DC ci ha abituato a storie più mature (anche se molto spesso troppo legate alla continuity) e se adesso la qualità (ahimè) è quella che è, una volta scrittori e disegnatori sapevano il fatto loro.
"La morte di Superman" è una storia corale e non banale. Se le prime 200 pagine si fanno leggere in fretta e senza problemi, come un qualsiasi altro fumetto "popolare", poi la narrazione alza il tono e ci troviamo davanti ad una storia da non sottovalutare, sempre da intrattenimento, ma con colpi di scena, introspezioni psicologiche, cambi di rotta e (per la gioia di alcuni) con quasi nulli riferimenti a storie passate.
E' una storia studiata nei minimi dettagli, lunga quanto basta, non si perde in punti morti. Per me questo volume è un raro esempio di fumetto popolare che offre situazioni e spunti diversi e nuovi rispetto alla convenzionalità delle tematiche.
Consigliatissimo.
Voto: 8

31.7.08

Il cavaliere oscuro


Sebbene sia strano, andare al cinema per me è un'occasione abbastanza rara, quindi scelgo attentamente cosa andare a vedere e questo nuovo capitolo di Batman mi ispirava, essenzialmente per lui: il Joker. Vedere un Joker sul grande schermo era nella lista delle cose da fare prima di morire. Sì, non sono andato per il regista (che Nolan poi è un ottimo regista), non sono andato perchè è Batman, non sono andato per la pubblicità fattasi nei mesi precedenti. Sono andato per il Joker.
Detto questo, passiamo all'analisi del film.
Senza dubbio è uno dei migliori film di supereroi, se non il più riuscito, a dispetto di tanti kolossal quali Spiderman che (mi dispiace Sam) sono davvero inguardabili. Qui si mischia davvero una buona trama, le scene d'azione e la psicologia dei personaggi. L'azione non è troppa, ma quella che nei fumetti c'è: DC e Marvel parlano solo di supereroi che si riempiono di botte, salvo qualche autore che reinterpreta.
Poi ci sono gli attori. Fermo restando che il doppiaggio italiano di Batman è una cosa oscena (è umanamente impossibile che ci sia una voce per Bruce Wayne e una che nemmeno la bambina dell'Esorcista per Batman), tutti gli attori sono adatti alla parte che ricoprono, tralasciando Maggie Gyllenhaal che mi dava fastidio ogni volta che la inquadravano.
Nota di merito a Heath Ledger che porta un Joker favoloso, ma non perfetto (dopo la prima mezz'ora di sorpresa, il Joker rimane uguale, col tick della lingua sulle labbra, con quel modo di parlare sempre uguale: è più Joker a mio parere nella prima metà di film).
Peccato per l'eterna lunghezza del film: la storia di Harvey Dent poteva essere utilizzata per un capitolo 3 invece di metterla velocemente nel finale. Se invece di due ore e mezza diventavano due ore il film sarebbe forse stato più godibile.
L'ambientazione non è stata male: è una Gotham realistica, soleggiata, non sempre cupa e dark. E' bene così. Non mi è dispiaciuta.
Quindi in conclusione, vediamo di tirare le fila per il voto.
Trama: ben costruita e lavorata +1
Attori: perfetti nella parte. +1
Stile registico: ottimo +1
Lunghezza del film: un po' troppo -1
Nota di merito al Joker (nota personale, figurarsi se alzo il voto perchè l'attore è morto): +1.5

Voto conclusivo: 7

Non è un film da Oscar, non ti cambia la vita, non è nulla di sensazionale, è solo un gradino più su di tutti gli altri cinefumetti.

P.S: Oggi il blog compie un anno di vita.

13.6.08

Prospettive di un delitto

Doveva essere un thriller composto da 8 punti di vista di un attentato al presidente e poi solo lo spettatore doveva capire chi era il terrorista, tramite gli indizi sparsi. Un ottimo plot, ero ispirato. Peccato che i punti di vista sono solo (almeno quanto li ho contati) 5 e l'ultimo è un miscuglio di vari personaggi fino ad arrivare ad una confusa conclusione. L'idea è buona, buonissima. Ad un certo momento, il film torna indietro e rivediamo tutto sotto il punto di vista del Presidente, della guardia, di un turista, di un'emittente televisiva... Gli elementi ci sono tutti, ma non vengono sfruttati al meglio. E metà film, dopo questi intrighi giallo-thriller, diventa un action movie sconclusionato e confuso, con un ritmo troppo veloce da non farti lasciare il tempo di pensare e capire che cazzo sta succedendo. Per di più non si saprà mai il perchè, come mai e soprattutto "di cosa stanno parlando". Peccato, perchè prometteva di essere uno di quei film di cui ci si poteva ricordare.

Voto: 5.5

Sweeney Todd

Ormai non so più cosa aspettarmi da Tim Burton. Una volta faceva fiabe, poi è passato all'animazione in stop-motion, alla fantascienza, poi alla biografia, poi di nuovo al fiabesco e adesso all'horror-musical. Ebbene sì, "Sweeney Todd" è molto musical ed è anche molto "gole tagliate" con conseguente "lago di sangue".
Non è un brutto film, a me è piaciuto molto sebbene sia troppo strano per dire "mi è piaciuto" dopo la visione. Sembra un film fatto di piccoli segmenti che durano fino a metà film, un momento di decisione e poi la ripresa sempre più enfatica di quello che si è già visto e poi un finale freddo e allo stesso tempo carico di emozioni.
La parte migliore del film è senz'altro la fotografia: sono colori morti, visi cadaverici e pallidi, un bianco e nero e blu davvero sensazionale con spruzzi di colore solamente in qualche rara sequenza. Il film meriterebbe la visione solo per questo.
Per di più è un tema a me caro: la vendetta.
Insomma, un film molto buono che forse può deludere solamente i veri puristi del Burton di "Beetlejuice".

Voto: 8

12.6.08

Hostel


Bene. Le critiche sono state dure con questo film definendolo un film terrificante, brutale e troppo sanguinoso. Per curiosità l'ho visto, ma solo per curiosità. Ecco un po' cosa succede nel film:
-i primi 40 minuti sono un'orgia di sesso, culi e tette. Sono i 40 minuti più belli del film.

-i secondi 40 minuti sono tortura e violenza PURAMENTE PSICOLOGICA! Con la voglia di dire al truzzetto "guarda che ti faccio vedere..."...

Insomma, guardiamo un'attimo gli elementi fondamentali. Film brutale lo è perchè la donna con l'occhio penzolante non è male, ma è un classico film horror di questi tempi: una trama quasi inesistente, una sfiga pazzesca dei protagonisti, uccisioni e delitti immotivati basandosi sulla regola: "Più sangue c'è meglio è". Troppo sanguinoso? Si vede che i critici hanno visto solo il sangue ragrumato sulle pareti... c'è più sangue in tanti altri film. Terrificante? Beh... per tutta la durata del film sono rimasto con una mano che mi teneva la testa, quasi annoiato di quanti elementi clichè ci sono in questo film. Non mi ha fatto nè caldo nè freddo e, a fine visione, ho pensato a chi diceva che faceva una paura incredibile. Ragazzi, se volete spaventarvi allora guardatevi un buon Dario Argento, un Wes Craven d'annata o "Shining" di Kubrick...... o un film italiano con Riccardo Scamarcio! Questa non è paura e "Hostel" non fa paura. Fa schifo.
Voto: 4.0

11.6.08

REC

In questo film ci sono due elementi fondamentali: il puro intrattenimento e il puro terrore. Intrattenimento perchè il film non ti stanca, non ha punti morti o scene troppo lunghe, ma ha la sua giusta durata e questo è davvero un bene. Terrore perchè, benchè non ci siano elementi nuovi, ho sobbalzato anch'io un paio di volte durante la visione. Un horror che contiene elementi vecchi, ma che inevitabilmente è nuovo. La camera a presa diretta (che ultimamente sta diventanto una moda), i protagonisti che recitano peggio di mia nonna (altro gran pregio) e (nota a margine) il doppiaggio italiano scadentissimo sono tre elementi che sembrano essere difetti, invece aumentano la qualità del film che deve essere vero, reale, concreto.
Questo, signori miei, è uno dei migliori film horror degli ultimi anni. Genere che, ultimamente, si sta perdendo e ripetendo. Eppure, come il primo "Saw" (il primo e basta, i sequel lasciamoli ai truzzi), questo "Rec" è una genialità, un vero gioiello del genere. Attendo con ansia il secondo capitolo.

Voto: 9

10.6.08

3ciento: chi l'ha duro...la vince!

Classica commedia-parodia americana, anche se questa ha una marcia in più. Comincia davvero divinamente prendendo per il culo ogni singola scena di "300", ma poi, più si va avanti con la visione, più sembra che il prodotto perda di qualità. Alla fine si rimane sul limite della sufficienza, ma a bruciapelo. Il grande difetto di questo film è che prende per il culo anche personaggi del mondo americano che noi italiani possiamo non capire. Riuscito a metà, ma ci sono risate garantite per buona parte del film. Consigliata la prima parte ai lettori del fumetto e da vedere assolutamente i titoli di coda.

Voto: 6

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo


Chiariamoci subito. Indiana Jones in questo film c'è. Rimane ancora quel divertimento cazzaro degli altri tre film, quella voglia di avventura estrema, di eroe sfigato ma che se la cava sempre. Ma Indiana Jones ormai avrà sui 60 anni e si sente. Poche acrobazie, più scene di cammino e parlato, a volte una ricaduta sui clichè, ma soprattutto un finale davvero fuori trama. Bella l'idea e come l'hanno sviluppata, la coppia Lucas-Spielberg è forse una delle migliori, ma trasformare Indiana Jones da avventura a fantascienza... piuttosto tornatevene a fare Star Wars e La guerra dei Mondi, e che cazzo.
Insomma... sempre solita la sensazione di delusione di andare a vedere al cinema film di vecchi tempi per la nuova generazione e rimanere tristemente delusi. E' successo con "Indiana Jones" come prima era successo con "La terza Madre" e prima ancora con "La minaccia fantasma" e "L'attacco dei cloni"... mah...
Comunque sia, addio Indiana. Per me questa rimane la tua ultima avventura.

Voto: 6.5

9.6.08

Code Geass: Lelouch of the Rebellion



In una maratona durata due giorni mi sono visto tutti gli episodi della prima stagione di "Code Geass: Lelouch of the Rebellion", un anime che in Giappone è stato un successone, tanto che stanno uscendo gli episodi della seconda serie proprio in queste settimane. Dopo averli visti posso dire che questo "cartone animato giapponese" merita davvero, non si perde in falsi clichè giapponesi e soprattutto ha ritmo e colpi di scena con puntate che non si sprecano e una buona dose di combattimenti con robottoni e introspezione psicologica dei personaggi.
Parliamo della trama: il Giappone è stato conquistato dal Sacro Impero di Britannia. Viene rinominato in Area 11 come i giapponesi rinominati Eleven. Sono solamente schiavi e c'è tensione nell'aria, qualche gruppetto di ribelli che prova a farsi sentire, ma nulla di più. Uno studente britanno, tale Lelouch, riceve un potere, tale Geass: è praticamente il Verbo di Preacher solo che ha delle limitazioni. Lelouch quindi, britanno e in qualche modo parente della famiglia imperiale poi abbandonata per l'uccisione della madre, decide di utilizzare il Geass per distruggere l'impero e far vivere sua sorella cieca in un mondo pacifico.
Nulla è lasciato al caso, tutto è ottimamente costruito in questa storia e non ci si perde in azioni senza senso: gli stessi combattimenti sono costruiti come una partita a scacchi e il protagonista (che poi riuscirà ad unire tutti i gruppetti ribelli per dare il via ad un Ordine maggiore) in 25 puntate non è invincibile e non sempre prende decisioni giuste, commette errori, rischia la vita insieme agli altri.
Davvero un' ottima serie. Consigliata anche a chi non ha mai guardato un anime.

28.5.08

Nosferatu il vampiro (Murnau)

Chi ha detto che i film muti fanno schifo?
Questo è un filmone coi controcoglioni. Adoro gli effetti di luce e ombra che ci sono all'interno.
L'edizione in DVD è............ come i soldi spesi (3.90€).
L'audio è in 1.0, un mono piattissimo in cui ascolteremo un'accompagnamento musicale a tratti disgustoso e fuori contesto (meglio vederlo muto).
Il video... eh beh.. qui la chicca totale: non è restaurato e logora ed è ovale e traballa ed è graffiato, solcato, rovinato, a tratti bruciato. Una vera figata: sarà, ma vedermi un film muto restaurato in modo da sembrare un film di questo tempo tecnologico non mi piace.
Gli extra sono articoli da leggere con qualche curiosità. Nulla di particolare.
Si tratta comunque di un capolavoro del genere, uno di quei film che, ahimè, non faranno mai più.

24- Stagione Uno

Una figata di serie tv, una di quelle che ti prende dalla prima puntata e ti fa venir voglia di vedere otto puntate di fila (nove se si ha un po' di tempo libero). E' assolutamente una delle migliori serie tv mai concepite. Azione, politica, spionaggio, thriller e complotti, sangue, sparatorie, sentimenti e rapporti. C'è di tutto e tutto è orchestrato benissimo. Prossimamente comprerò la seconda stagione. Consigliatissima anche a chi non è un amante del genere. Piacerà.

27.5.08

Voodoo Studio #01

Si apre questa nuova collana della Nicola Pesce Editore dedita a proporre storie di autori anticonformisti. E non poteva esserci un esordio migliore.
La prima storia si chiama "Namtar Rising" scritta da Landi e disegnata da Bonetti ed è una storia alla Carpenter su mostri, mutazioni, sparatorie e sangue. Tanto sangue. Si respira un'aria di tensione, dal ritmo velocissimo e imprevedibile. I disegni sono strani quanto basta e nello stesso tempo perfetti per la storia raccontata.


L'altra metà dell'albo è un mix di delirio/caos/porcod*o/elvis e lottatori messicani. E' l' "Iron Gang" dell'Officina Infernale. Mai letta una cosa così. Le parole si perdono e mi rimane il silenzio. Stradivertente. Premio Eisner per i dialoghi.


28.3.08

Onora il padre e la madre (Sidney Lumet)


"Non tutti i peccati sono uguali". Ecco la scritta che introduce la vicenda, prima del titolo, di sfuggita.
Capiamoci subito: ieri non avevo tanta voglia di andare al cinema, ma visto che si pagava 1€ ne ho approfittato e sono andato a vedere l'unico film interessante del palinsesto. Ero in sala con qualche 40enne e altre donne di oltre mezza età (mi sono accorto dopo che ero nella sala "Cinema d'essai") e non mi è dispiaciuto. C'era il silenzio come solo gli adulti sanno rispettare al cinema. Nessuna compagnia di amici a far casino, niente popcorn, niente bambini.. meraviglioso, perfetto. Come il film.
Sono rimasto completamente affascinato dalle scelte stilistiche del regista, dall'interpretazione degli attori, dalla storia, dalla messa in scena, dalle inquadrature. Ci sono dentro questo film delle sequenze magnifiche.
Non sono stato affatto deluso. Merita davvero. Un capolavoro.

Voto: 9

Nota a parte: all'uscita dalla sala becco di sfuggita il Dino: unica in maglietta in un cinema di giacconi.

18.3.08

-7. Lost Girls (volume 1) Alan Moore


E' davvero un bel volume questo "Lost Girls". Bello sia per l'edizione che la Magic Press offre (una delle migliori mai pubblicate) che per la storia in sè.
"Lost Girls" narra di Alice (del paese delle meraviglie), Dorothy (del mondo di Oz) e Wendy (di Peter Pan), tre donne di diversa classe sociale ed età che si ritrovano in un hotel a parlare e provare piaceri sessuali. Non si tratta di pornografia gratuita, ma di pensieri, sogni, ragione e piaceri. La narrazione di Moore è davvero buona, a volte ci sono davvero delle scene bellissime dal punto di vista emozionale. Un appunto in più sui capitoli doppi: sarà che adoro questo genere di intrecci ma è veramente fenomenale, forse la parte migliore del volume. I disegni sono particolarmente strani: a tratti stilizzati, a tratti dettagliatissimi e comunque rappresentano bene la psicologia dei personaggi con sfondi metafisici e vari elementi da fiaba che non stonano con il racconto. Non darò subito un voto. Aspetterò la conclusione dei 3 volumi per poter giudicare quest'opera che per il momento non mi delude affatto.
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